Cosa dice il diritto
La riorganizzazione dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio
Il decreto legge n. 85 del 2008, “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo e Pcm”, approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 maggio ha ridisegnato la struttura del Governo. Questo provvedimento pubblicato il 16 giugno sulla Gazzetta Ufficiale è diventato legge il 9 luglio ed è in attesa di pubblicazione.
Il decreto legge è composto da 1 articolo e 22 commi e definisce:
- gli accorpamenti e le attribuzioni dei Ministeri;
- il riordino delle competenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’urgenza del provvedimento è stata dettata dalla necessità di attuare l’articolo 1, commi 376 e 377, della legge finanziaria n. 244 del 2007, che prevede un nuovo assetto strutturale del Governo: i componenti non possono essere più di 60 e, tra questi, i ministri con portafoglio non più di 12. Oltre alla diminuzione del numero dei ministri, il comma 376 suggerisce che aumenti la presenza di donne nell’Esecutivo, richiamando l’art. 51 della Costituzione secondo cui “ la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”.
La predisposizione del nuovo assetto del Governo attua, per la prima volta, la riforma prevista dal decreto legislativo n. 300 del 1999 e promossa dall’allora ministro per la Funzione pubblica Franco Bassanini. Questo provvedimento stabiliva, infatti, che i Ministri non dovessero superare il numero di 12 e che, di conseguenza, il numero dei Ministeri con portafoglio, attraverso l’accorpamento per competenze, desse luogo ai cosiddetti 4 “superdicasteri”.
Rimangono invariati nella struttura e nelle competenze 8 Ministeri: Affari Esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia e Finanze, Ambiente, Politiche agricole e Beni e Attività culturali.
Vengono accorpati, creando 4 “super Ministeri”: il Ministero dell’Istruzione con quello dell’Università e la Ricerca, il Ministero delle Infrastrutture con il Ministero dei Trasporti, il Ministero dello Sviluppo Economico con i Ministeri del Commercio internazionale e delle Comunicazioni e, infine, il Ministero del Lavoro con i Ministeri della Salute e della Solidarietà sociale.
Il processo di accorpamento comporta che al “super Ministero” vengano trasferite non solo le competenze e le funzioni ma anche le risorse finanziarie, strumentali e di personale attribuite ai Ministeri inglobati.
I provvedimenti necessari. Il perfezionamento del nuovo assetto strutturale dei Ministeri comporta una serie di provvedimenti per trasferire le risorse, il personale e per ridisegnare l’organizzazione dei dicasteri. Questi i passaggi:
- Il Ministro dell’Economia, su proposta dei Ministri competenti, emana un decreto che apporta le variazioni di bilancio necessarie ad adeguare il bilancio di previsione dello Stato alla nuova struttura.
- Il Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’Economia e della Funzione pubblica, e sentiti i Ministri interessati, emana un decreto che procede alla ricognizione in via amministrativa delle strutture trasferite.
- Il Ministro competente, con regolamento emanato dal Presidente della Repubblica, provvede a: ridefinire gli assetti organizzativi del Ministero e a definire il numero massimo degli uffici in modo da riallocare tutto il personale e abbassare la spesa complessiva di almeno il 20% della spesa precedente.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri
Il decreto legge n. 85 riordina anche le attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che derivano da nuove competenze date al Presidente.
Presso la Presidenza sono rimasti invariati nelle competenze e nelle strutture 5 Dipartimenti retti da Ministri senza portafoglio: Rapporti con le Regioni, Attuazione del programma di Governo, Pubblica Amministrazione ed innovazione, Pari Opportunità, Politiche Comunitarie.
Queste invece le novità previste nell’attuale legislatura per gli altri ambiti di competenze:
- Si sdoppia la figura del Ministro per Rapporti con il Parlamento e le Riforme istituzionali: le sue competenze vengono divise tra i due nuovi Ministri per i Rapporti con il Parlamento e per le Riforme per il federalismo. Quest'ultimo avrà la funzione di modificare gli articoli 117 e 119 della Costituzione in materia di devoluzione, federalismo e federalismo fiscale.
- È stato istituito il nuovo Ministro per la Semplificazione normativa per coordinare lo snellimento e la semplificazione delle leggi esistenti in Italia, in modo da ridurre gli oneri e i tempi burocratici per i cittadini e le imprese.
- Scompare anche la figura del Ministro delle Politiche per la famiglia: un sottosegretario di Stato è delegato a coordinare le politiche a tutela della famiglia, del sostegno della maternità e della paternità, della conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia. Al sottosegretario con delega alla famiglia sono anche affidati i compiti per le politiche antidroga e per il Servizio civile. Inoltre le competenze sull’Osservatorio nazionale della Famiglia passano dal Ministero del Lavoro alla Presidenza del Consiglio.
- Il Ministro delle Politiche per i Giovani e le Attività Sportive mantiene la sola competenza sulle politiche giovanili, mentre la delega allo sport è affidata a un sottosegretario.
- È stata scorporata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali la delega al turismo ed è stata affidata ad un sottosegretario.
I provvedimenti necessari. Il procedimento di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio è più semplice di quella dei Ministeri: un decreto del Presidente del Consiglio attribuisce le deleghe ai Ministri senza portafoglio quindi i Ministri provvedono, attraverso un decreto firmato dal Presidente del Consiglio, a riorganizzare i propri Ministeri in funzione delle deleghe ricevute.
Per saperne di più:
- Leggi il testo integrale del decreto legge n. 85 del 16 maggio 2008 su Governo.it
- Leggi su Governoinforma Ministri senza portafoglio, attribuite le deleghe.
12/06/2008