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Azione di Governo

Meloni, nel piano per i giovani priorità a lavoro, casa e spazi di aggregazione culturale

Lavoro e formazione, agevolazioni per la casa, un fondo per creare nuovi spazi di aggregazione e il piano "Mille talenti" per chi aspira ad entrare e distinguersi nella Pubblica amministrazione. Le linee programmatiche del ministro per la gioventù Giorgia Meloni, puntano a trasformare la precarietà in flessibilità, favorendo l'accesso al lavoro qualificato, alla casa, all'espressione della creatività giovanile.

Il Ministro delle Politiche Giovanili Giorgia Meloni ha illustrato l’8 luglio in Commissione Affari Sociali alla Camera le linee programmatiche. Queste, in breve, le questioni centrali trattate in audizione:

 

Un buono per la formazione ai precari e credito di imposta per chi li stabilizza.  Il precariato, afferma il Ministro, è “uno dei principali mali da combattere perché fa posticipare le decisioni della vita”. Occorrerà quindi sviluppare strumenti in grado di rendere la flessibilità “una finestra d’ingresso nel mondo del lavoro”. Per questo il Ministero delle Politiche giovanili auspica un'intesa con il ministro del lavoro  per introdurre il credito d’imposta per coloro che stabilizzano i lavoratori precari e l’assegnazione di un buono formativo per  i giovani che si trovano in periodi di inattività. Alla base di tutto, ha sottolineato il Ministro, dovrà esserci “un miglior coordinamento tra formazione e lavoro e un rafforzamento degli strumenti di collegamento fra domanda ed offerte, con un maggior coinvolgimento di strutture pubbliche e private, prime fra tutte le Università''.

Agevolazioni dei muti bancari per la prima casa. Il Piano casa è fra gli obiettivi prioritari del programma del Ministro delle Politiche giovanili. Secondo il Ministro Meloni, occorre  favorire coloro che sono in difficoltà a ottenere un mutuo per l’acquisto della prima casa. Per realizzare ciò è necessaria l’istituzione di un apposito fondo di garanzia che sostenga e assicuri il diritto alla casa anche ai giovani.  

Il piano “Mille talenti”. Selezionare i migliori talenti giovanili, attirarli nella Pubblica Amministrazione e trattenerli offrendo loro la migliore formazione e avanzamento veloce di carriera. Questi gli obiettivi del piano “Mille talenti”, concordato insieme al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta. Secondo quanto illustrato dal Ministro, il piano potrebbe essere articolato in diversi programmi, coordinati fra di loro attraverso una selezione progressiva, con un apposito test nazionale, dei migliori 10, 100, 1000 giovani laureati italiani. Obiettivo finale è realizzare 3 gruppi che riceveranno borse di studio e la migliore formazione per poter essere inseriti in tempi brevi nelle amministrazioni locali, nazionali e internazionali.

Un fondo per istituire le comunità giovanili. Per incentivare e sostenere il protagonismo generazionale occorre creare nuovi spazi di aggregazione in cui i giovani possano sentirsi liberi di fare musica, teatro, cinema, organizzare convegni, realizzare mostre fotografiche, leggere libri, rivisti e giornali, navigare nel web, praticare lo sport e divertirsi. L’istituzione di queste comunità sarà finanziata da un fondo speciale; potranno essere promosse da privati e da enti locali ma dovranno mantenere alcuni requisiti essenziali quali la “perfetta democraticità” nell’accesso alle cariche, l’elettività delle cariche fra i soci in regola con l’iscrizione, la trasparenza del bilancio, l’assenza di qualsiasi discriminazione politica, religiosa, etnica al loro interno. L’intenzione dichiarata- ha affermato il Ministro- è quella di “dare ulteriore impulso alla gemmazione di tali enti su tutto il territorio nazionale, provvedendo a colmare il vuoto normativo sulla figura giuridica, così come già previsto da alcune proposte di legge attualmente al vaglio del Parlamento”.

Uniformare l'età del voto attivo e passivo. La mancata corrispondenza anagrafica fra elettorato attivo e passivo nelle elezioni di Camera e Senato è un altro degli obiettivi annunciati dal Ministro della Politiche Giovanili. "Se un giovane viene ritenuto dalla legge capace di scegliere fre le diverse opzioni politiche, ha dichiarato il Ministro, "allora lo si deve considerare anche in grado di essere scelto per rappresentare quelle stesse opzioni politiche". Si tratta di "una modifica costituzionale trasversalmente condivisa", ha aggiunto il Ministro, "che mi piacerebbe vedere realizzata in questa XVI legislatura"

.Riduzione dell’iva sui cd musicali. Infine, la proposta di una misura generalista ma che mirerebbe soprattutto a favorire i giovani, che fruiscono maggiormente di una delle “arti più amate”:  l’abbattimento dell'iva dei cd musicali dal 20 al 4%.  “Proporrò a Bruxelles di abbassare l’iva sui cd”- ha dichiarato il ministro Meloni durante l’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera- “so di non poter prescindere dalla legislazione comunitaria in materia di imposta sul valore aggiunto, ma ritengo che si possa portare all’attenzione di Bruxelles la proposta italiana di uniformare l’iva sui prodotti musicali a quella degli altri prodotti culturali.

08/07/2008