Azione di Governo
Difesa, La Russa espone le politiche del Ministero
Uno stanziamento di risorse superiore all'1% del Pil per potenziare il settore del personale e del suo addestramento, dell’ammodernamento dei mezzi e degli equipaggiamenti, è questo uno degli intenti del ministro della Difesa Ignazio La Russa, in audizione alle Camere il 18 giugno e il 9 luglio scorso per illustrare le linee programmatiche del suo dicastero. Annunciate anche iniziative per sensibilizzare i giovani fra i 18 e i 25 anni al tema della Difesa.
“Per fronteggiare le minacce esistenti, per gestire le crisi ricorrenti, per contenere i conflitti in atto ed evitare che ne esplodano di peggiori”: per questi obiettivi “c’è bisogno, senza ombra di dubbio, di adeguate capacità di difesa”, è quanto ha dichiarato il ministro La Russa lo scorso 18 giugno, in audizione alle Camere per illustrare le linee programmatiche del suo dicastero.
Molteplici i punti affrontati in Commissione Esteri e Difesa di Camera e Senato; alle politiche di difesa, come ha ricordato anche il titolare del ministero, vengono infatti attribuite una pluralità di compiti e funzioni.
In sintesi, ecco le questioni principali:
- Concorso delle Forze armate in situazioni di straordinaria necessità ed urgenza;
- Finanziamento della funzione Difesa;
- Riordino di carriere e ruoli e riforma dei codici militari e dell’ordinamento giudiziario;
- Tutela della salute, della sicurezza e della qualità della vita del personale;
- Valorizzazione del personale civile;
- Sensibilizzazione dei giovani al problema della Difesa;
- Missioni in Afghanistan e Libano.
Concorso delle Forze armate in situazioni di straordinaria necessità ed urgenza. In tema di sicurezza, il titolare della Difesa ha confermato l’intendimento del Governo di “implementare le capacità d'intervento delle forze armate per esigenze urgenti o emergenziali”. Alcuni provvedimenti circa l'utilizzo di militari per compiti di presidio del territorio e di vigilanza sono già stati inseriti nel pacchetto sicurezza, in vigore per 60 giorni dal 27 maggio. Le misure contenute nel decreto legge, di cui il ministro La Russa si dichiara particolarmente “soddisfatto”, sono ispirate ad altri interventi a cui l'esercito ha partecipato per il mantenimento della sicurezza: “abbiamo copiato le modalità di impiego già adottate per i “Vespri siciliani”, ha puntualizzato il ministro che ha ricordato “nel corso di quell’operazione l'esercito contribuiva a fare opera di controllo del territorio, partecipava ai posti di blocco, pattugliava le zone”.
Finanziamento della funzione Difesa. Per sviluppare il settore del personale e del suo addestramento, dell’ammodernamento dei mezzi e degli equipaggiamenti, il Governo “è consapevole della necessità di garantire un corretto flusso di risorse finanziarie”. A questo proposito, il ministero della Difesa intende elaborare un progetto pluriennale che porti, nel corso dell'intera Legislatura, all'incremento delle disponibilità per la funzione Difesa. Il primo passo essenziale è riuscire ad ottenere il parere favorevole del Tesoro sull’emendamento che dimezza i tagli previsti per il Ministero della Difesa nel 2009 dalla manovra economica, portandoli dai 668 milioni previsti nell’articolato del Governo ad una cifra compresa tra i 200 e i 300 milioni. In ogni caso, ha dichiarato La Russa, nonostante tutto, il bilancio del Ministero si attesta complessivamente sopra l’1% del Pil e, "se considerati anche i Fondi per i carabinieri e quelli delle Attività Produttive di pertinenza della Difesa, può arrivare, secondo alcuni calcoli, al 1,14%". L’obiettivo resta comunque quello di arrivare all’1,25%, a cui, secondo il ministro della Difesa, si può giungere puntando “sulle dismissioni immobiliari”. Un aumento del bilancio - ha spiegato il ministro - consentirebbe l'avvio di quelle indispensabili azioni a sostegno dei settori di assoluta importanza, quali la formazione, l'efficienza dei mezzi e dei sistemi d'arma, la manutenzione delle infrastrutture, il reintegro delle scorte di carbolubrificanti, munizioni e parti di ricambio e anche un limitato avvio di nuovi programmi di ammodernamento e rinnovamento dei mezzi". Ma non sono solo i militari ad aver problemi di bilancio; anche “la funzione sicurezza pubblica (ovvero la componente di bilancio assegnata ai carabinieri)” dovrà essere finanziata adeguatamente perchè “soffre di una cronica carenza di risorse”. Mancano infatti 7.200 unità rispetto agli organici, dei 100 milioni di euro preventivati, ne sono stati destinati all'Arma solo 14,9, ed e' estremamente urgente rinnovare il parco veicoli.
In particolare, il ministro La Russa ritiene indispensabile potenziare l’equipaggiamento: “Dobbiamo assicurare un livello di risorse per l'ammodernamento delle forze armate, il più possibile costante nel tempo, con tendenze di medio e lungo periodo sostanzialmente stabili”; questo perchè i militari, per assolvere al meglio i loro compiti, devono poter disporre di dotazioni adeguate alle loro esigenze. Su questo fronte, però, il governo non intende agire in autonomia ma “interagendo sempre più con gli alleati”. In questo modo “si condividono gli oneri particolarmente elevati nella ricerca e nello sviluppo”.
Riordino di carriere e ruoli e riforma dei codici militari e dell’ordinamento giudiziario. Fra gli obiettivi perseguiti dal Governo è previsto anche il riordino di carriere e ruoli del personale della difesa. In particolare, una delle intenzioni del ministero è quella di rifinanziare la norma, in vigore fino al 2021, che agevola l'esodo del personale militare che si trova a meno di cinque anni dalla pensione. Il tutto per riequilibrare il rapporto tra quadri e truppa che negli ultimi tempi aveva visto troppi ufficiali e marescialli (41mila unità in più rispetto a quelle previste) rispetto al numero dei soldati. Inoltre, data la carenza di unità rispetto agli organici, per il Governo è prioritario svincolare il turn over annuale di circa 1800 unità dal regime autorizzatorio delle assunzioni e assicurare il recupero graduale delle carenze accumulate fino ad oggi. Al riordino del personale si collega anche la questione dell’adeguamento del sistema della rappresentanza militare che, salvo alcune modifiche, si rifà a disposizioni che risalgono a 30 anni fa. Riguardo alla legislazione del settore, il ministro La Russa ritiene indispensabile rivedere i codici penali militari, al fine di renderli strumenti normativi moderni, rispondenti alle concrete esigenze delle forze armate connesse anche con l'impiego nelle missioni internazionali e la sospensione del servizio di leva obbligatorio.
Tutela della salute, della sicurezza e della qualità della vita del personale. Per il ministro La Russa, è "di grande importanza" migliorare la qualità della vita del personale della difesa; ad esso, il Governo destinerà quindi nuove risorse, in particolare nei settori previdenziale e abitativo. Grande attenzione verrà prestata anche alla tutela della sicurezza e della salute: “in primo luogo, si continuerà ad affrontare la problematica delle gravi patologie che colpiscono i militari”, ha dichiarato il ministro La Russa che ha aggiunto “il dicastero continuerà nell’opera indirizzata a elaborare una precisa statistica del fenomeno, a migliorare le procedure di sostegno e di indennizzo ai familiari del personale colpito, e a perfezionare le metodologie di prevenzione”.
Valorizzazione del personale civile. Il Governo intende inoltre dare “la giusta attenzione” anche “alla componente civile del personale della Difesa”, che conta complessivamente circa 33mila unità. “Tale personale e' chiamato oggi, a fronte del diversificato impiego delle forze armate, a svolgere le proprie funzioni logistico-amministrative con un impegno ancora più significativo e un apporto fondato su un accresciuto senso di appartenenza all'istituzione”; per questo, si ritiene non rinviabile “l'avvio di un concreto percorso di “rivitalizzazione”.
Sensibilizzazione dei giovani al problema della Difesa. Nelle dichiarazioni programmatiche del ministro La Russa non mancano poi le iniziative per favorire un rinnovato coinvolgimento dei cittadini verso il mondo militare e i temi della Difesa. “In particolare, ha spiegato il titolare della Difesa, si tratterebbe di organizzare un momento di formazione per i ragazzi sotto i 18 anni di età. L'occasione sarebbe funzionale per effettuare anche uno screening sanitario generale, che manca da quando sono stati aboliti i “tre giorni”, nonchè mettere in contatto i giovani con la comunità militare e far loro scoprire le numerose possibilità di arruolamento e di impiego che la Difesa può offrire”. Un altro obiettivo, che il ministro La Russa ha definito “ottimale ancorchè ambizioso per le implicazioni di carattere organizzativo e finanziario a carico della Difesa”, e' l'idea di prevedere “nel tempo medio, un'iniziativa che consenta ai giovani, tra i 18 e 25 anni, la frequenza su base assolutamente volontaria, di stage della durata di circa un mese, finalizzati a fornire i primi rudimenti di preparazione atletico-militare, di formazione civica e di impostazione per future e successive abilita' di volontariato civile”.
Missioni in Afghanistan e Libano. “La nostra volontà è mettere nero su bianco l’intenzione del Governo di rispondere entro sei ore, e non le 72 attualmente previste, alle richieste di impiego dei militari italiani fuori dall’area di nostra competenza”, così il ministro La Russa ha proseguito la sua audizione alle Camere in tema di difesa, affrontando la questione delle missioni in Medio-oriente. In particolare, per quanto riguarda la missione di pace in Afghanistan, il titolare della Difesa ha dichiarato che entro il mese di agosto i militari italiani presenti tra Kabul e Herat passeranno da 2600 a circa 2000-2100, per poi giungere ad un parziale rischiaramento, a partire da ottobre 2008, che porterà il numero complessivo dei soldati a 2400. Più in generale, in merito al personale militare inviato in quelle zone, il ministro ha annunciato che è all'esame la possibilità di affiancare alle attuali azioni formative anche il supporto all'addestramento della Afghan National Civil Order Police, attualmente condotto dalle forze statunitensi. Ciò richiede “l'impiego di circa 40 unità in più dell'Arma dei carabinieri”.
Infine, riguardo alla missione italiana in Libano, il ministro La Russa ha voluto precisare: “Non credo occorra modificare le regole di ingaggio perchè non tocca a noi modificare tali regole, perchè nella zona dove e' schierato il nostro contingente il rischio e' immutato e perchè con il parlare troppo di questa materia si finisce con il creare una tensione che non e' utile”.
Per saperne di più:
- Leggi anche "Emergenza rifiuti, un nuovo decreto legge completa il quadro normativo" su Governoinforma
03/07/2008
