Azione di Governo
Prestigiacomo, sì all’ambientalismo del fare
Presentate il 17 giugno dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, le linee programmatiche del suo dicastero. Tra i punti centrali: forte impulso a nuove forme di energia e promozione di stili di vita ecologici, con la riduzione delle tasse per chi non inquina e non spreca energia. Definite anche dal Ministero quattro linee guida per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti.
“È ora di voltare pagina, per farlo dobbiamo passare dall' ecologismo ideologico dei no, all'ambientalismo del fare che non ostacola lo sviluppo, ma indica priorità e nuovi percorsi”: lo ha dichiarato il 17 giugno il ministro Stefania Prestigiacomo nel corso dell'audizione alla commissione Ambiente al Senato delle linee programmatiche del suo dicastero.
Tra gli interventi presentati, previsto un aumento delle tasse per chi inquina e chi spreca energia, mentre una diminuzione per chi è rispettoso dell’ambiente. Forti investimenti andranno al rinnovabile e al ritorno al nucleare, due fonti che copriranno il 50% del fabbisogno energetico in Italia. In più programmata la costruzione di parchi ecologici nelle città e la predisposizione di un piano per la tutela della biodiversità. Infine il Ministero dell’Ambiente ha proposto quattro linee guida per gestire in modo corretto il ciclo dello smaltimento dei rifiuti.
Più tasse per chi inquina. “Il punto fondamentale è iniziare a spostare gradualmente la tassazione dai redditi dei cittadini alle condotte dannose per l'ambiente” e individuare anche incentivi per i comportamenti ambientali virtuosi: per questo il ministro Stefania Prestigiacomo annuncia che chi risparmia energia e inquina meno pagherà meno tasse, al contrario il peso fiscale aumenterà per chi inquina e spreca energia. “Solo in questo modo - ha aggiunto il Ministro - privati e imprese potranno effettuare le loro scelte orientandole gradualmente verso comportamenti ambientalmente più virtuosi”. L’obiettivo è valorizzare l’ambiente come bene economico e “favorire lo sviluppo delle imprese che si specializzano nella difesa dell'ambiente” con la costruzione di “impianti di depurazione delle acque oppure la produzione di energia rinnovabile”.
Energia rinnovabile e nucleare. Il 25% dell'energia proverrà da fonti rinnovabili, un altro 25% dal nucleare e il 50% dai combustibili fossili: questo il piano di riequilibrio energetico proposto dal ministro Stefania Prestigiacomo. La scelta a favore del nucleare è “una sfida che, se vinta, avrà effetti straordinari sull'ambiente” con la riduzione delle emissioni di gas serra e il miglioramento della qualità dell'aria. Il ritorno al nucleare seguirà comunque i tempi che la complessità del programma richiede e si svolgerà con le massime garanzie. Il piano energetico si allinea all’esigenza di ridurre la produzione del gas serra, nel rispetto degli accordi di Kyoto; a questo proposito verrà incentivata la costruzione di rigassificatori perché gli impianti a gas “producono 4 volte meno gas serra degli impianti a carbone e 3 volte in meno di quelli a petrolio”, ha precisato il ministro Stefania Prestigiacomo. L’impegno per ridurre le emissioni sarà esteso a molti altri campi, anche al sistema trasporti, responsabile del 28% dell’inquinamento di CO2, e alla vita urbana, dove gli impianti di riscaldamento incidono per il 10%.
Gli accordi di Kyoto. Parallelamente “il Governo si impegnerà affinché le quote di riduzione stabilite dagli accordi di Kyoto per il periodo 2012-2020 siano definite con criteri più equi e meno penalizzanti per il nostro sistema economico”, ha dichiarato Prestigiacomo. A questo proposito il ministro dell’Ambiente ha precisato durante l’assemblea dell’Unione petrolifera del 18 giugno, che “i nuovi impegni che ci apprestiamo ad assumere a livello continentale, devono essere rispettosi delle specificità nazionali e non si devono tradurre in una ulteriore penalizzazione per il nostro paese”; inoltre il Ministro ha sottolineato che “l'impegno di Kyoto ha un senso, un valore se è un impegno globale. Ed in questa direzione mi muoverò anche in vista del G8 ambiente che l'Italia ospiterà nel 2009” .
Un quartiere ecologico per ogni città. Un’area militare dimessa si potrà trasformare in un parco ecologico: questo è uno dei possibili cambiamenti che sarà visibile nelle città italiane entro il 2020. Saranno poi valorizzate le Aree protette, anche grazie la convocazione di una Conferenza nazionale sul tema. Infine, in linea con gli interventi prefissati dall’Ue per conservare le risorse naturali, il Ministero dell’Ambiente ha in programma una strategia nazionale sulla biodiversità.
Lo smaltimento dei rifiuti. È urgente indicare, per la gestione dei rifiuti, una “linea al di là dell'emergenza campana” perché si registrano enormi ritardi nel ciclo di smaltimento: lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sottolineando l’importanza di dare un indirizzo centrale alla gestione dei rifiuti, anche se di competenza delle Regioni. Due le priorità, ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti, e quattro le linee di indirizzo indicate dal Ministero: incentivare la raccolta differenziata per il recupero della materia e dell'energia; sostenere le Regioni nell'approvazione di piani regionali per la gestione del ciclo dei rifiuti, con particolare riferimento all’uso di termovalorizzatori e alla previsione di sistemi di monitoraggio e controllo; promuovere atteggiamenti responsabili delle imprese e dei cittadini; contrastare il traffico illegale dei rifiuti e alle ecomafie.
Per saperne di più:
- Vai alla sezione relativa alle dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio e dei Ministri su governoinforma.
25/06/2008
